In occasione della Giornata mondiale contro l’abuso di droghe e il traffico illecito istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987, torna al centro del dibattito una domanda che da anni divide politica, opinione pubblica e mondo scientifico: hashish e marijuana sono droghe? Dal punto di vista normativo la risposta è chiara. In Italia cannabis, marijuana e hashish rientrano tra le sostanze stupefacenti disciplinate dal Testo Unico sulle Droghe e la loro produzione, detenzione e cessione sono soggette a specifiche limitazioni e sanzioni previste dalla legge. Sul piano giuridico, dunque, non esiste una distinzione tra sostanze “droghe” e “non droghe”. Diverso è il confronto politico. Una parte delle forze politiche continua infatti a distinguere tra droghe leggere e droghe pesanti, sostenendo che la cannabis presenti rischi inferiori rispetto a sostanze come eroina, cocaina o fentanyl. Una classificazione che, seppur diffusa nel linguaggio comune, non modifica il quadro legislativo vigente. Nel Torinese, soltanto nei primi mesi del 2026, decine di persone sono state arrestate in operazioni antidroga che hanno portato al sequestro di ingenti quantitativi di hashish e marijuana. La ricerca scientifica, nel frattempo, ha prodotto numerosi studi sugli effetti della cannabis. Secondo la comunità scientifica internazionale, il principio attivo THC agisce sul sistema nervoso centrale alterando percezione, attenzione, coordinazione motoria e capacità di giudizio. L’uso frequente è stato inoltre associato a un maggiore rischio di sviluppare dipendenza, disturbi cognitivi e problemi di salute mentale in soggetti predisposti, in particolare durante l’adolescenza, fase delicata per lo sviluppo del cervello. Gli esperti sottolineano come la cannabis non presenti generalmente gli stessi livelli di mortalità e dipendenza osservati con alcune droghe pesanti, ma evidenziano anche che definirla innocua sarebbe scientificamente scorretto. La Giornata mondiale contro l’abuso di droghe richiama proprio alla necessità di affrontare il fenomeno senza semplificazioni ideologiche, basandosi sui dati, sulla prevenzione e sulla tutela della salute pubblica. Tra norme, dibattito politico e risultati della ricerca, una certezza rimane: per la legge italiana hashish e marijuana sono sostanze stupefacenti, mentre la discussione sulla loro classificazione e sui relativi rischi continua ad alimentare il confronto pubblico.
Hank Cignatta