Una donna di 52 anni è stata violentata da due uomini in pieno giorno nei giardini accanto all’ex torre Rai di Torino, a pochi passi dalla stazione di Porta Susa. L’aggressione è avvenuta il 20 aprile scorso, ma solo dopo due mesi di indagini congiunte tra carabinieri e polizia i due responsabili, cittadini marocchini di 34 e 40 anni, sono stati rintracciati e arrestati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza.
Era un lunedì pomeriggio e il quartiere attorno alla stazione di Porta Susa brulicava del normale movimento di una zona di uffici. I due uomini avrebbero avvicinato la vittima, originaria della provincia di Cuneo, all’interno dell’androne della stazione con una scusa. La donna e i suoi aggressori non si conoscevano. Approfittando del fatto che la vittima aveva bevuto qualche alcolico, i due l’avrebbero trascinata fuori dallo scalo ferroviario, condotta nell’area verde di fronte all’ex grattacielo Rai, sul lato che affaccia anche su via Cernaia, e lì abusata. Prima di fuggire, le avrebbero anche sottratto il cellulare.
La donna è riuscita a raggiungere l’ospedale Sant’Anna, dove i medici le hanno riscontrato quindici giorni di prognosi. Dopo le dimissioni ha sporto denuncia formale, dando avvio alle indagini condotte dai carabinieri della compagnia San Carlo e dalla sezione di polizia giudiziaria della procura di Torino. L’analisi delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze raccolte hanno permesso di ricostruire i movimenti dei due aggressori. A fine maggio il primo, il quarantenne, è stato rintracciato a Chivasso: senza fissa dimora, si trova ora nel carcere di Ivrea. Il 20 giugno è stato invece arrestato il complice a Bardonecchia, fermato dagli agenti della polizia di frontiera che hanno poi allertato gli investigatori titolari del caso. Anche lui senza fissa dimora, è attualmente detenuto nel carcere di Torino.
Entrambi devono rispondere del reato di violenza sessuale di gruppo. Il secondo arrestato avrebbe negato ogni coinvolgimento agli investigatori dichiarando, «Non sono stato io, fate gli accertamenti.» Il suo legale, l’avvocato Marco Marchio, ha annunciato che valuterà il ricorso al tribunale del Riesame.