Il Quirinale interviene tra tensioni e polemiche sulla riforma della giustizia, richiamando istituzioni e
ROMA. In un clima di crescente tensione attorno al referendum sulla riforma della giustizia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto per la prima volta in undici anni il plenum del Consiglio superiore della magistratura, lanciando un messaggio chiaro sul rispetto tra le istituzioni.
La decisione del Quirinale arriva dopo le dichiarazioni del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che hanno alimentato un acceso dibattito pubblico. Gratteri aveva sottolineato che un “Sì” alla riforma indebolirebbe le toghe e favorirebbe correnti di potere, mentre Nordio aveva definito le correnti giudiziarie un “sistema para-mafioso”, rilanciando accuse percepite come divisive. La polemica ha scosso anche i corridoi del Csm, creando un clima teso e insolito per la sede istituzionale.
Mattarella ha voluto sottolineare l’eccezionalità della sua presenza: «Per quanto mi riguarda, non si è mai verificata in undici anni». Il capo dello Stato ha richiamato il valore costituzionale del Csm e l’importanza del rispetto reciproco tra istituzioni: «È fondamentale che ciascuna istituzione manifesti rispetto verso le altre, in qualsiasi circostanza e momento».
Il presidente ha riconosciuto che anche il Csm non è esente da errori e lacune, precisando però che le critiche devono rimanere entro i confini istituzionali, lontane da polemiche politiche o personali. L’intervento mira a ristabilire un equilibrio nel dibattito pubblico, spesso dominato da attacchi bipartisan che rischiano di compromettere il confronto sulle riforme.
L’appello di Mattarella giunge in un momento delicato, con la campagna referendaria che registra tensioni e crescenti investimenti da parte dei comitati del “No”. Senza fare nomi né attacchi diretti, il presidente ha ribadito la necessità di una condotta rispettosa e responsabile: «Più che nella funzione di presidente di questo consiglio, come presidente della Repubblica, rinnovo l’esortazione al rispetto vicendevole nell’interesse della Repubblica».
Il richiamo del Quirinale punta a riportare il dibattito sul piano istituzionale, ricordando che le discussioni politiche non devono contaminare le sedi della magistratura. Un invito a fermezza, equilibrio e responsabilità che potrebbe contribuire a stemperare i toni prima della scadenza referendaria.